29 novembre 2013
28 novembre 2013
Foto messe lì a caso
Nei giornali italiani le foto spesso sono considerate un orpello, un abbellimento, un qualcosa da mettere lì a caso tanto per spezzare un po' le colate di inchiostro. Raramente c'è un'idea, una costruzione, un uso della foto per raccontare una storia o creare una suggestione. A cominciare dalle prime pagine.
Il confronto con i giornali stranieri è impietoso. E lo è ancora di più oggi, giorno in cui molti giornali stranieri si sono occupati di un argomento di politica italiana come la decadenza di Berlusconi.
Scorrendo le prime pagine dei giornali italiani su una notizia molto importante (e anche attesa, e che, quindi, in qualche modo poteva essere preparata) non ce n'è una che rimanga, che faccia storia, che colpisca. Questo perché la scelta delle foto è stata fatta in maniera un po' trascurata, privilegiando, probabilmente, le analisi e i commenti.
All'estero, invece, c'è chi fa queste cose
Il confronto con i giornali stranieri è impietoso. E lo è ancora di più oggi, giorno in cui molti giornali stranieri si sono occupati di un argomento di politica italiana come la decadenza di Berlusconi.
Scorrendo le prime pagine dei giornali italiani su una notizia molto importante (e anche attesa, e che, quindi, in qualche modo poteva essere preparata) non ce n'è una che rimanga, che faccia storia, che colpisca. Questo perché la scelta delle foto è stata fatta in maniera un po' trascurata, privilegiando, probabilmente, le analisi e i commenti.
All'estero, invece, c'è chi fa queste cose
(International New York Times)
(El Pais, Spagna)
(El Periodico, Spagna)
(La Vanguardia, Spagna)
(Kleine Zeitung, Austria)
27 novembre 2013
Il giorno della decadenza: gli highlights
Tutto quello che bisogna ricordarsi di questa giornata.
(Suggerimenti e indicazioni per aggiornare gli highlights sono ben accetti)
(Suggerimenti e indicazioni per aggiornare gli highlights sono ben accetti)
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25 novembre 2013
Tentazioni svizzere
Gli svizzeri hanno detto no. Non è passato il referendum che prevedeva che un manager non potesse guadagnare in un mese più di quello che l'operaio o l'impiegato meno pagato della sua azienda guadagna in un anno.
In compenso c'è già chi in Italia ha pensato che potesse essere una buona idea importare il format. 1:12 lo chiamano i giovani socialisti svizzeri. Ci sono deputati che già si sono messi in moto per vedere come provare a far qualcosa di simile anche qua: d'altra parte per ricette di questo tipo da queste parti il terreno è fertile
Che la sperequazione fra gli stipendi sia un problema è fuori di dubbio. Negli ultimi trenta-quaranta anni la forbice fra quelli più alti e quelli più bassi si è ampliata a dismisura producendo ineguaglianza.
Ma la ricetta svizzera che un pezzo di sinistra italiana pensa di importare ha poco senso. E' un vizio antico che ogni tanto riaffiora: quando non si riesce a far star meglio i poveri si prova a far stare un po' peggio anche i ricchi. Così i poveri saranno sempre poveri, ma un po' meno incazzati.
L'applicazione pratica del principio avrebbe poi una serie di complicazioni pratiche imbarazzanti, al di là del rischio concreto di perdere la possibilità di ingaggiare i migliori e della tentazione di assumere in forme ancora più precarie i dipendenti meno pagati per alzare artificiosamente l'asticella degli stipendi.
Forse, quindi, è meglio (e sicuramente è molto più di sinistra) cercare di capire come far guadagnare di più chi guadagna poco, piuttosto che far guadagnare di meno chi guadagna troppo.
In compenso c'è già chi in Italia ha pensato che potesse essere una buona idea importare il format. 1:12 lo chiamano i giovani socialisti svizzeri. Ci sono deputati che già si sono messi in moto per vedere come provare a far qualcosa di simile anche qua: d'altra parte per ricette di questo tipo da queste parti il terreno è fertile
Che la sperequazione fra gli stipendi sia un problema è fuori di dubbio. Negli ultimi trenta-quaranta anni la forbice fra quelli più alti e quelli più bassi si è ampliata a dismisura producendo ineguaglianza.
Ma la ricetta svizzera che un pezzo di sinistra italiana pensa di importare ha poco senso. E' un vizio antico che ogni tanto riaffiora: quando non si riesce a far star meglio i poveri si prova a far stare un po' peggio anche i ricchi. Così i poveri saranno sempre poveri, ma un po' meno incazzati.
L'applicazione pratica del principio avrebbe poi una serie di complicazioni pratiche imbarazzanti, al di là del rischio concreto di perdere la possibilità di ingaggiare i migliori e della tentazione di assumere in forme ancora più precarie i dipendenti meno pagati per alzare artificiosamente l'asticella degli stipendi.
Forse, quindi, è meglio (e sicuramente è molto più di sinistra) cercare di capire come far guadagnare di più chi guadagna poco, piuttosto che far guadagnare di meno chi guadagna troppo.
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23 novembre 2013
Musica per sopravvivere al ritorno di Forza Italia
Chi non c'era si è perso un mucchio di bella musica.
E anche un po' di musica brutta (va detto, per completezza di informazione)
E anche un po' di musica brutta (va detto, per completezza di informazione)
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